Abu Simbel è un villaggio, un aeroporto e due templi sulla riva occidentale del lago Nasser, 280 km a sud-ovest di Assuan e 40 km a nord del Sudan. È remota, è calda e vale ogni ora di viaggio.
Che cos’è davvero Abu Simbel
Due templi scavati nella roccia, costruiti fra il 1264 e il 1244 a.C. circa per ordine di Ramesse II. Il Grande Tempio è dedicato ad Amon-Ra, Ra-Horakhty, Ptah e allo stesso Ramesse divinizzato; la sua facciata porta quattro colossi seduti alti una ventina di metri. Il Piccolo Tempio, cento metri più a nord, onora la dea Hathor e Nefertari, sposa di Ramesse, raffigurata sulla facciata alla stessa altezza del re: cosa quasi inaudita nell’arte egizia.
Sorgevano al confine meridionale dell’Egitto, rivolti verso la direzione da cui arrivava il traffico nubiano. Il messaggio non era affatto sottile.
La storia che li rende straordinari
I templi rimasero sepolti dalla sabbia per secoli. Il viaggiatore svizzero Johann Ludwig Burckhardt scorse la sommità dei colossi nel 1813; Giovanni Belzoni si scavò un passaggio nel Grande Tempio quattro anni dopo.
Poi, negli anni Sessanta, la Grande Diga di Assuan minacciò di sommergerli. Fra il 1964 e il 1968 una campagna internazionale guidata dall’UNESCO tagliò l’intero complesso in oltre mille blocchi numerati — alcuni da 30 tonnellate — e lo ricostruì 65 metri più in alto e 200 metri più indietro rispetto all’acqua, dentro due cupole di cemento nascoste sotto una collina artificiale. L’orientamento fu riprodotto con tale precisione che l’allineamento solare semestrale funziona ancora, slittato di circa un giorno.
Le tappe imperdibili
I due templi Grande Tempio di Ramesse II
Quattro colossi, un ego smisurato
Il monumento rupestre più celebre del pianeta: una facciata larga 33 metri sorvegliata da quattro statue sedute di Ramesse II, alte una ventina di metri, che si apre su sale scavate 60 metri dentro la rupe di arenaria.
I due templi Tempio di Hathor e Nefertari
La regina scolpita alla pari
Il Piccolo Tempio, cento metri a nord del gigantesco vicino, fu dedicato a Hathor e a Nefertari, la sposa prediletta di Ramesse — raffigurata sulla facciata alla stessa altezza del re, un caso quasi unico nell’arte egizia.
Esperienze ed eventi Festa del Sole di Abu Simbel
Quando il sole entra nel santuario
Due volte l’anno — il 22 febbraio e il 22 ottobre — il sole nascente spinge un fascio di luce per 60 metri dentro il Grande Tempio e illumina tre dei quattro dèi del santuario. L’Egitto ne fa una festa che dura tutta la notte.
Esperienze ed eventi Spettacolo di suoni e luci
La facciata dopo il tramonto
Dopo il tramonto i templi vengono illuminati e uno spettacolo proiettato racconta la storia di Ramesse, di Nefertari e del salvataggio, con commento in più lingue in cuffia. È il motivo per dormire qui invece di rientrare subito ad Assuan.
Biglietti, orari e questioni pratiche
Un solo biglietto vale per entrambi i templi e si acquista al centro visitatori; i tour guidati spesso lo includono. Per le foto all’interno serve un biglietto fotografico separato e i treppiedi non sono ammessi. Il sito apre presto — dalle 05:00 o 06:00 a seconda della stagione — e chiude nel tardo pomeriggio. I prezzi vengono ritoccati quasi ogni anno: considera qualsiasi cifra letta online, comprese le nostre, come un’indicazione e non come un preventivo.
Cosa portare
- Acqua, più di quanto pensi. C’è un negozio al centro visitatori, ma nulla lungo il sentiero d’accesso.
- Cappello, occhiali da sole e protezione solare alta. Sul sito non c’è praticamente ombra.
- Contanti in sterline egiziane per biglietti, biglietto foto, mance e negozio.
- Uno strato pesante se parti prima dell’alba: il deserto è davvero freddo prima che sorga il sole.
- Scarpe comode; il sito è pianeggiante, ma la camminata dal parcheggio e attorno alla collina richiede tempo.
Mangiare e dormire
C’è un caffè al centro visitatori e una manciata di ristoranti e guesthouse in paese, molti dei quali cucinano un’ottima cucina nubiana: persico del lago Nasser alla griglia, tajine a fuoco lento, karkadè di ibisco. Se sei in gita da Assuan probabilmente mangerai lungo la strada. Se ti fermi, guarda la nostra guida dove dormire ad Abu Simbel.
Denaro, mance ed etichetta
L’Egitto funziona a contanti e a baksheesh: piccole mance per piccoli servizi. Tieni banconote di taglio basso per custodi, autisti e chiunque ti dia una mano. Ad Abu Simbel le carte sono accettate solo negli hotel più grandi. È una cittadina nubiana conservatrice: fuori dalle piscine degli hotel un abbigliamento sobrio è apprezzato.
Un piano suggerito
- Mezza giornata: volo da Assuan, entrambi i templi con guida, ritorno. Sei ore porta a porta.
- Un giorno: il classico viaggio su strada da Assuan. Dieci ore, due sul posto, rientro per cena.
- Due giorni: scendere nel pomeriggio, vedere il sito nel tardo pomeriggio e di nuovo all’apertura, con lo spettacolo di suoni e luci in mezzo. La versione migliore di questo viaggio.
- Una settimana: una crociera sul lago Nasser da Assuan, con Kalabsha, Wadi es-Sebua e Amada lungo il percorso.
Errori comuni
- Arrivare a metà giornata fra aprile e settembre. Non farlo.
- Dare per scontato che il biglietto sia incluso nel tour: controlla la scheda.
- Passare di corsa davanti al Piccolo Tempio. È quello che la maggior parte finisce per preferire.
- Prenotare tardi per la Festa del Sole. In tutto il paese ci sono solo poche centinaia di letti.

